Separazione Consensuale Roma

Lì dove un tempo vi era una solida e ben definita istituzione familiare, pilastro fondante della società, troviamo oggi una frammentarietà destabilizzante, da attribuire senza dubbio al cambiamento di etica e moralità civile tipico dell’epoca moderna.

Basta voltarsi verso la precedente generazione per rendersi conto che non sono i problemi familiari ad essere cambiati o aumentati: quello che è mutato è il modo in cui essi vengono affrontati. Un tempo in nucleo familiare era tenuto insieme da importanti valori, quali l’amore, la dedizione, lo spirito di sacrificio, che permettevano ai due sposi di andare avanti nonostante le difficoltà.

Oggi invece questa salda unione ha ceduto il posto alla frivolezza, per cui i le coppie, sia al momento del “si”, sia al momento del “è finita”, vengono spesso guidate o dall’incoscienza o dall’egoismo personale o, perché no, anche convenienza economica.

In mancanza di valori che tengano unita la famiglia, il matrimonio si riduce nella gran parte dei casi ad un insieme di atti giudiziari e firme: i due coniugi hanno dei diritti e dei doveri dettati dalla legge e il loro “contratto” rimane pur sempre svincolabile; è per questo che esso è destinato a crollare alla prima difficoltà.

Basti pensare che solo nel 2009 sono state circa 89.000 le coppie italiane che hanno deciso di procedere con una separazione consensuale e 55.000 quelle che hanno divorziato, dati in aumento annuale rispettivamente del 2,1 e 0,2%.

 

Come mai le prime risultano essere in numero nettamente maggiore?

Bisogna premettere che la separazione non comporta un totale annullamento del vincolo matrimoniale, il divorzio invece sì.

Solitamente il primo atto viene scelto sia per una questione morale sia per un fatto economico.

Morale perché non prevede da subito un allontanamento definitivo: copre infatti la durata di tre anni, durante i quali è possibile ritirare l’atto con una semplice dichiarazione ufficiale, rilasciata al comune di appartenenza.

Economica perché essa prevede alcuni doveri pecuniari nei confronti del coniuge più debole (ovvero senza lavoro) e, se ce ne sono, dei figli. E’ per questi due motivi che sono principalmente le famiglie di lunga data a scegliere di rimanere in questo stato di legame “precario”.

Figli e Separazione

La prole non riveste altro che il ruolo di spettatore che subisce al tempo stesso situazioni di cui non sono gli artefici.

Anche là dove si spera di ridurre al minimo le ripercussioni negative sui figli, si finisce talvolta col creare la situazioni opposte.

Questo accade facilmente quando i due ex coniugi iniziano a portare avanti le proprie controversie per mezzo dei legali. Infatti non importa chi dei due stia realmente subendo l’ingiustizia, l’importante è avere un buon avvocato che sappia dimostrarlo.

E più si vuol dimostrare più aumentano i costi: litigi, accuse e citazioni ininterrotte, che non fanno altro che giovare al portafogli dell’avvocato ed alimentare la rabbia e l’asprezza che intercorre tra i due.

Rabbia che non rimane certamente inosservata ai figli, intrappolati e divisi tra l’eguale amore provato per i propri genitori e l’odio che essi dimostrano l’uno verso l’altro.

Queste povere vittime del loro egoismo vengono involontariamente (si spera) usati come “merce si scambio”: una settimana con uno, una settimana con l’altro, uno lo porta a scuola, l’altro lo riprende, uno gli fa un regalo per accaparrarsi il loro affetto, l’altro gliene fa uno ancor più grande. Niente a che vedere con i diritti a vivere una vita serena ad avere un’educazione corretta.

Di divorzi ne avvengono percentualmente di meno perché scelto soprattutto dalle coppie più giovani, quelle senza figli, che si accorgono “appena in tempo in tempo” di non poter costruire niente insieme e decidono dunque di porre un fine definitivo al loro legame matrimoniale.

Anche in questo caso comunque possono avvenire problematiche di tipo economico, qualora non ci sia totale accordo sulle condizioni di divorzio (detto in questo caso Giudiziario), il quale può essere richiesto anche da una sola delle due parti.

Situazioni precarie come queste sono ormai all’ordine del giorno. L’antico valore della famiglia non è più vivo come un tempo e la prospettiva di vedere festeggiare numerose le famose “nozze d’oro” diventa con gli anni sempre più utopica.